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Nakata, una miniera d'oro del Perugia Calcio | Artiglio del Grifo

Riceviamo e pubblichiamo il bellissimo racconto del nostro tifoso biancorosso Andrea:

IL GIORNO IN CUI A PERUGIA, IL CALCIO DECISE DI APRIRSI AD ORIENTE.


Hidetoshi Nakata non fu solo un calciatore, ma incarnò l'idea entro cui scardinare vecchie concezioni di Mondo. Quelle per cui un atleta asiatico poteva essere forte a badminton oppure a ping-pong, ma certamente non in un rettangolo verde di calcio. E d'altronde in Serie A era da poco transitato un certo Kazuyoshi Miura, una sorta di simulacro in patria, ma che nella sua breve parentesi al Genoa aveva solo finito per rinforzare la tesi in voga all'epoca. Cioè quella di un Sol Levante dove per il calcio era sempre notte fonda.


Eppure il buon Hide ai Mondiali 1998 aveva dimostrato di saperci fare, seppur dando l'impressione di predicare nel deserto, chiamato a recitare tra compagni inadatti nel sostenerlo, quasi come se per quelle latitudini fosse semplicemente un alieno. Oppure un calciatore uscito dal futuro, il risultato di un processo evolutivo per gli altri però ancora agli albori. E quindi assai poco comprensibile.


Ed è pure per quest'entroterra intriso di pregiudizi e luoghi comuni, che una volta sbarcato a Perugia l'alieno è lui. Etichettato e banalmente dai media come l'ennesimo colpo teatrale del vulcanico Presidente Gaucci. Una tipica boutade per accendere i riflettori, perlomeno sino all'inizio dei giochi seri, dove inevitabilmente il nostro sarebbe finito per uscire presto di scena. Ma cosa ben nota, il destino si diverte nel praticare beffa agli umani e spesso pure servendosi di modi eclatanti.


Per esempio annotandosi sul calendario date memorabili. Ed il 13 Settembre 1998 è indubbiamente una di queste.In un Renato Curi gremito e vestito a festa per il ritorno in Serie A dei Grifoni, è in calendario la prima giornata del nuovo campionato e non contro un avversario qualsiasi. Perché al cospetto della squadra di casa vi è la Juventus, all'epoca campione d'Italia in carica e che nelle sue fila poteva annoverare fuoriclasse di status Mondiale quali Del Piero, F.Inzaghi e soprattutto un certo Zinédine ZIdane, che del Mondo ne era divenuto effettivamente padrone da poche settimane. Con una doppietta vincente in Finale del Mondiale al Brasile. E nel primo tempo la partita percorre unicamente il binario atteso alla vigilia, tre reti in rapida sequenza della Juve ad un Perugia incapace di reggere all'urto di un avversario troppo più forte e blasonato.

Ma è al rientro in campo delle squadre che si modifica la storia. Perché nel rapido volgere di poche lancette, il Dio del Calcio magari per ridestare un'attenzione sopita mista a delusione dei tantissimi cronisti Japan al seguito, prende una decisione clamorosa. L'annettere il Giappone e per la prima volta nella Geografia del Pallone. Tra il 48' ed il 57' Minuto Hidetoshi Nakata fa doppietta, imbucando due volte un Peruzzi sorpreso ed esterrefatto, dinanzi ad un Samurai che invece della spada trafigge gli avversari con il pallone. E poco importa se la Juve vincerà ugualmente la partita (4-3 per la cronaca), perché in quel pomeriggio di Fine Estate, un numero 7 di una squadra neopromossa scelse Perugia per abbattere muri e pregiudizi.

Aprendo per sempre la frontiera del calcio verso Oriente.




 
 
 

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