Perugia non dimentica Enzo Scaini, dimenticato dal mondo del calcio
- artigliodelgrifo
- 18 lug 2021
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Il calcio celebra i suoi eroi quando scompaiono prematuramente, ma alcuni sono finiti nel dimenticatoio del mondo del pallone. In Italia c'è un calciatore scordato che è andato incontro ad una fine tragica e apparentemente inspiegabile, ma è legato all'apparenza simili seppur lontane fra loro nel tempo come quelle di Curi e Astori.
Sto parlando di Enzo Scaini, un calciatore friulano (classe 1955) che militò con la maglia del nostro amato Grifo nella stagione 1981-82. Giocò nella formazione perugina appena retrocessa in Serie B, segnando 1 gol in 13 presenze. La sua unica rete in biancorosso risaliva a quel 1 novembre 1981 quando il Perugia vinse a Palermo 2-0.

Nell'estate 1982 si trasferì in Serie C1 al Lanerossi Vicenza. Il 16 gennaio 1983, in corso della trasferta di Trento, l'ex Grifone cadde a terra, subendo un duro contrasto che costò la rottura dei legamenti del ginocchio. Decide così di operarsi e l'operazione era l'unica soluzione possibile per recuperare la piena efficace atletica. Si trattò di un grave infortunio che metteva ancora repentaglio la carriera di un calciatore 38 anni fa. A cinque giorni dall'infortunio, il 21 gennaio 1983 era entrato vivo in una clinica romana per sottoporsi a un banale intervento ai legamenti del ginocchio e poi morì a 28 anni non ancora compiuti.
Enzo Scaini è considerato il gigante buono del centrocampo come lo chiamavano i suoi tifosi delle squadre nelle quali giocò (Monza, Campobasso, Verona, Perugia e Vicenza le più importanti), grazie al suo temperamento da combattente, la sua potenza del tiro da fuori area, la sua capacità di sradicare il pallone dai piedi degli avversari.
Nella storia del calcio i decessi cosi improvvisi non sono una novità. Si può ricordare il nostro guerriero Renato Curi che stramazzò al suolo in Perugia Juventus del 30 ottobre 1977 ai soli 24 anni e più recentemente Piermario Morosini e il capitano della Fiorentina Davide Astori.
Concludo proprio con le parole di Curi che una volta spiegò il suo dinamismo in campo:
"Non so dire come mai corro tanto, ho polmoni come gli altri e una certa vocazione per la corsa. Da ragazzo ero un buon mezzofondista (800, 1500 e 3000 metri). Poi ho un cuore matto e capriccioso e mi dicevano che ero malato pensate. Dal Giulianova al Como ho avuto un intoppo e mi mandarono al Centro tecnico di Coverciano perché il cuore aveva battiti irregolari, però è un cuore d'atletica che si assesta appena compio degli sforzi, ovvero quando corro, quando mi affatico i battiti diventano perfetti"
Ciao Enzo, Perugia non ti dimentica!. E voi lo ricordate con la maglia del Grifo addosso? Ditelo nei commenti





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